La Basilica Apostolorum Maior, sotto l’attuale cattedrale, fa parte della complessa area archeologica di piazza Costantini. Essa fu eretta sopra i resti di magazzini con annessi abitativi del I sec. d.C. per accogliere e custodire reliquie di alcuni Santi cristiani.
La cerimonia di consacrazione (388-390) avvenne durante il vescovado di Cromazio, pastore di Aquileia, che tenne il sermone; dal testo, pervenutoci in alcune parti, si evincono una lode alla fede e alla laboriosità dei cittadini concordiesi e l’elezione di Concordia a sede episcopale (non si conosce tuttavia il nome del primo vescovo).
La Basilica che oggi si presenta al visitatore porta i segni di tre fasi di interventi.
Appartiene alla 1a fase l’aula rettangolare (metri 40 per 20 circa) a tre navate e con due file di nove colonne, di cui le prime e le ultime risultano addossate ai muri. Nel fondo dell’aula si trova un’abside interna, priva di funzione strutturale, che serviva da seggio per i presbiteri che officiavano le celebrazioni. I muri perimetrali della basilica, tutti in mattoni romani, sono conservati per un’altezza variabile.
Il pavimento è a mosaico, a carattere decorativo, e risulta articolato in settori e diviso in fasce. Su di esso sono presenti motivi geometrici, a tessere bianche e nere o a colori che rappresentano alcuni simboli cristiani; sul mosaico vengono citati anche nomi di offerenti.
ERCULIANO E COSTANZA
CON I LORO FAMILIARI
(DONARONO)
25 PIEDI
DI MOSAICO
E’ attestata da una ristrutturazione nella zona presbiteriale: venne costruita una parete-diaframma che corre trasversalmente alla chiesa all’altezza della sesta coppia di colonne per dividere le navate dagli ambienti ai lati dell’abside. Il presbiterio venne rialzato e, al centro di esso, continuarono ad essere conservate le reliquie degli Apostoli, in un loculo rettangolare scavato sotto la base dell’altare. L’altare era poi coperto da un ciborio sostenuto da quattro colonne di cui si è conservata traccia. Il pavimento dell’abside è colorato e decorato con motivi simbolici realizzati con tessere minute.
Fu poi costruita una solea che si prolungava nella navata centrale. La solea, con due gradini, lunga m 8 e larga m 2,pavimentata in cotto e fiancheggiata da due muretti intonacati (80 cm. circa) conduceva al presbiterio rialzato. In fondo al muro sinistro della solea si trova un ambone (pulpito) quadrangolare rialzzato di 70 cm.
Nella seconda metà del V sec. la basilica subì un rimaneggiamento forse a causa delle continue infiltrazioni e del ristagno dell’acqua. Il pavimento danneggiato delle navate fu ricoperto da uno strato di pastellone in coccio pesto mentre il mosaico dell’abside fu sostituito con un nuovo pavimento in lastrine di marmo colorato.
Gli archeologi hanno lasciato una parziale testimonianza delle fasi più tarde della Basilica nella parte terminale della navata sinistra, in cui si può vedere lo strato di pastellone.
il pavimento mosaicato dell’abside
Nei secoli VI e VII, a causa di un incendio e di ripetute alluvioni, l’edificio subì danni irreparabili che ne causarono un abbandono temporaneo.