Prezioso modello di arte romanico-bizantina, unico edificio concordiese di tale genere architettonico e con tale funzione, il Battistero venne eretto alla fine dell’XI sec. a opera del vescovo Reginpoto, il quale resse la diocesi dal 1089 al 1105.
Che si tratti proprio di un battistero é stato confermato, grazie a uno scavo del 1880 ad opera del Bertolini, dal rinvenimento, al centro dell’edificio, dei resti di una vasca battesimale sostituita, dopo il Concilio di Trento, da un fonte tuttora visibile (nell’abside di sinistra).
Dopo un piccolo atrio coperto a capanna, nel quale é collocata la tomba del vescovo Reginpoto con relativa iscrizione in latino, agli occhi del visitatore si presenta un vano a croce greca su base quadrata, aperta a trifoglio, con tre absidi semicircolari e soffitto a cupola.
Tra arco e arco sono costruiti quattro pennacchi d’angolo su cui posa il tamburo circolare che sorregge la cupola emisferica; esso é costituito da sedici arcatelle alternativamente aperte e cieche.
Nelle tre absidi vi sono delle nicchie: le due laterali più alte delle centrali. I diversi spazi sono affrescati con colori tenui e caldi. Al centro della cupola sono raffigurati la colomba, immagine della Spirito Santo, e il Cristo assiso su un trono mentre benedice con la mano destra e con la sinistra tiene sulle ginocchia un libro aperto.
Entro le arcatelle cieche del tamburo sono rappresentati sette Profeti e l’Agnello di Dio; nei pennacchi compaiono i quattro Evangelisti con i loro simboli.
Nella calotta absidale é affrescato il Battesimo di Gesù nel Giordano con il Battista e angeli; ai lati dell’arco scene dell’Antico Testamento: il sacrificio di Abramo e l’offerta di Melchisedech.
Nelle nicchie sottostanti campeggiano Pietro e Paolo con i simboli classici e, ai lati, due santi non identificati con certezza ma tradizionalmente riconosciuti come i martiri aquileiesi S.Ermacora e S. Fortunato. Ornano l’abside di destra le immagini di due Santi, S. Maria Maddalena e S. Giorgio in lotta col drago.
Concludono il ciclo di affreschi tre figure in vesti vescovili: rappresentano tre dottori della chiesa di cui non é certa l’identità. Allo stato attuale il Battistero di Concordia rimane l’unico esemplare dell’XI secolo che conservi la decorazione originale pressoché interamente leggibile.